E' successo che da qualche parte si è fatto un buchino.
E io che camminavo nel deserto non me ne sono accorto.
Per chi cammina nel deserto è una grave disattenzione non accorgersi di avere un buchino, perchè da quel piccolo foro potrebbe uscire tutta la linfa vitale, cioè l'acqua, di cui noi esseri che camminiamo nel deserto siamo fatti.
Infatti l'acqua ha cominciato a uscire. Prima solo qualche goccia, poi si è scavata una vera e propria strada, come fanno i fiumi giù per le montagne. E io, senza accorgermene, perdevo acqua. Mentre camminavo, mentre riposavo, mentre mi saziavo, mente riflettevo.
L'acqua che lasciavo non faceva una bella fine. Veniva inghiottita dal terreno avido, ma la terra che bagnava era una terra troppo arida da cui, anche volendo, non può nascere niente. Se fosse nato un fiore nel deserto di certo mi sarei accorto delle mie perdite di quel liquido prezioso. Altre volte evaporava nella speranza di raggiungere il sole e rinfrescarlo per un momento, ma il sole era sempre troppo lontano nel cielo e troppo severo, così il vapore andava disperso, sprecato.
E' stato così che, poco a poco, mi sono asciugato. Sono diventato sempre più piccolo e davanti a me vedevo sempre meno orizzonte. Finchè una notte mi sono addormentato su un sasso e, al mio riseglio, non mi sono ritrovato più. Ero sparito come un ricordo, come uno di quei miraggi che spesso nel deserto accadono.
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