23 aprile 2008

case. cose.


mercoledì 23 aprile 2008 12.51

Da quando mi sono ritrovata a parlare inglese mischiato a spagnolo davanti ad un certo signore che per colazione mangiava la frutta sciropposa dell'albergo è stata tutta una corsa. Appena il tempo di fare una smorfia mentale per quei basettoni troppo evidenti e poi via.

Ho preso sei aerei in metà mese per conto di un lavoro che non si sa bene spiegare; ho messo i piedi per la prima volta su un'isola italiana che non avevo ancora mai raggiunto, in una stagione poco conosciuta, quando ancora piove, quando ancora è tutto verde.
 "Come l'Irlanda! - ripeteva l'irlandese incastrato seduto stretto vicino a me, mentre rideva di una risata soffiata da guinness - perfino le stesse pecore!".
Il grande e grosso tedesco con la faccia da bambino, invece, volava giù per le curve del monte commettendo infrazioni per una vita e facendoci tutti ringraziare di aver saltato il pranzo e rimaneva tra il perplesso e il divertito ripensando alle uova di pesce (o pesce-uovo, non aveva ben capito) che mi aveva rubato dal piatto.

Sono stata per due volte nella capitale, solo per il tempo di interagire con la parlata morbida di due tassisti, prendere due volte la pioggia, sedere in uno studio importante (uguale a quelli dei film di avvocati americani, con la differenza che sotto il tavolo indossavo le mie solite sneakers), vedere piazza San Pietro deserta di notte ed essere avvelenata con la carbonara di un ristornate del Gianicolo.

Qualcuno sa che la cosa mi ha portato - come ogni volta che c'è un cambiamento che non riesco a non far avvenire - qualche scompenso, agitazione e sfrenata ma pur sana isteria.
Ho perso un altro pò di fiducia nel mio voto e vinto un raffreddore coi controfiocchi, la consapevolezza di trattenermi ormai allo 0%, due cene in due diverse case nuove e un ruolo da stregatto.
Breve ma molto, molto intenso.

01 aprile 2008

PROVENZA, 1813


martedì 1 aprile 2008 11.57

1813 sono i kilometri che abbiamo percorso.
1813 le foto fatte nei quattro giorni.
1813 borse di paglia colorate.
1813 odori di spezie diverse.
1813 fragole da voler assaggiare.
1813 nuvole azzurrissime su un cielo tutto bianco.
1813 venti freddi tra i capelli.
1813 goccie grossissime in riva al mare.
1813 cavalli bianchi al galoppo.
1813 tori neri che ci osservano.
1813 fenicotteri nell'acqua bassa.
1813 doccie calde questa sera.
1813 barche ormeggiate al porto.
1813 marmellate dai gusti diversi.
1813 le crepes assaggiate.
1813 "oui" pronunciati perchè altro non si sa dire.
1813 bicchieri storti su un tavolo a colori.
1813 cozze mangiate con le patatine.
1813 stradine di una cittadina in cui ci siamo persi.
1813 ristoranti chiusi quando abbiamo fame.
1813 sguardi allo stesso tramonto.
1813 gatti che mi inseguono nell'erba.
1813 corse con il vento tra le dita.
1813 pipì che scappano quando non è il momento.
1813 montagne di sale più grandi d'Europa.
1813 finestre di un piccolo borgo di cui non ricordo il nome.
1813 panini mangiati a pranzo per risparmiare.
5-0-8-A il codice segreto da ricordare.
1813 stelle sopra la nostra testa.
1813 cespugli di lavanda ancora da fiorire.
1813 i secondi trascorsi sopra un traghetto.
1813 volte "alla rotonda seconda uscita".
1813 litigi perchè non si scherza se il mio stomaco brontola.
1813 imposte che fanno felice chiunque le guardi.
1813 gusti diversi di chupasserie.
1813 caramelle al sale che si attaccano ai denti.
1813 profumi di sapone tra cui dover scegliere.
1813 vocine inventate lungo la strada.
1813 macchine superate quando tu guidi.
1813 monete lanciate nei cesti francesi.
1813 risate quando ti guardo.
1813 bei ricordi da coccolare.