8.30 della mattina. Tra una galletta con la strawberry jam e del fresh pineapple parte una sirena che rimbomba a tutto volume nell'appartamento.
La Mother analizza con ansia: nell'elenco di informazioni che ha studiato e su cui si è preparata non era menzionato da nessuna parte questo tipo di situazione. Che cos'è? Cosa bisogna fare? Poi si ricorda di aver letto da qualche parte che la casa di Adelaide era dotata di segnalatore anti fumo, che poteva scattare poiché posizionato accanto alla cucina, perciò, sebbene al momento ci troviamo in un altro stato, prende la prima cartina che trova e corre sotto al primo bozzo sul soffitto e inizia a sventolare, sperando che il rumore infernale cessi.
Il Father fa ciò che sa fare meglio. Esce dal bagno in canottiera e puntando il deodorante nella mia direzione esclama: "Lidia, sa eto tocá?!"
Io sono lenta. Finisco di masticare il boccone che mi stava andando di traverso al primo squillo di tromba e rifletto.
Se la Mother avesse ragione? Apro la porta del terrazzino e una finestra, facendo girare l'aria. Cerco la fonte del fracasso. Il suono proviene da una cassa sul soffitto, ma non ci sono spie per il fumo all'interno della casa. Esco sul pianerottolo, la sirena risuona in tutto l'edificio, non è un problema solo nostro. Torno dentro, dico: "vestitevi e scendiamo, credo sia l'allarme anti incendio", afferro i pantaloni della tuta giusto per non scendere in mutande e il telefono.
La Mother esamina: ma fuori piove! La porto una giacca? Un maglioncino? Se poi bisogna star fuori tanto prendiamo freddo! Lo devo avvisare il padrone di casa? Giù mi prende il WiFi?
Il Father, sempre affacciato a malapena dal bagno: "Ah ben, ben... Andasí voaltre a véder e dopo me conté cosa ghemo da far" e si richiude dentro.
Io e la Mother usciamo. Ci rendiamo conto che questo agglomerato di palazzi ha 4 corridoi per piano, 5 ascensori e 6 scale. Sappiamo perfettamente dove siano la piscina, la palestra e i bidoni per la raccolta differenziata, ma non dove diavolo si trovino le scale antincendio.
Una volta nella hall, il rumore assordante finalmente smette. Ci troviamo davanti un ammasso di vicini di casa che erano già usciti in strada e che ora, a pericolo cessato, stanno ordinatamente rifacendo la fila per gli ascensori per rientrare. Sorridono di sottecchi alle ultime due arrivate, con comodo, che pure usano l'ascensore nonostante l'allarme anti incendio. Dopo di noi, solo un vecchiotto col bastone che, non appena arrivato, fa dietrofront. L'usciere saluta un grosso camion rosso che si allontana.
Ecco, mi sono anche persa i firefighters australi!