venerdì 16
giugno 2006 12.24
Insomma, sono un'anguria.
C'è chi dice che l'anguria è solo acqua. C'è chi l'anguria
proprio non la digerisce.
Peccato, non hanno capito.
Io non sono un'anguria qualsiasi. Non sono di quelle mezze
angurie incelofanate del supermercato. Tanto meno un'anguria fatta a palline e
mischiata col melone nei buffet delle serate danzanti alberghiere.
Io sono un'anguria che profuma di anguria.
Sono un'anguria che non tutti sanno scegliere, perchè non
tutti se ne intendono. Bisogna prendermi in mano delicatamente e saper fare
TOC-TOC nel punto giusto, per restare soddisfatti.
Poi, è vero, lascio le dita appiccicose e se cado sui
pantaloni macchio di brutto.
Però ho un succo dolce. Semplice, fresco, buono come
l'estate.
Mi divido volentieri in fettazze da kilo, per soddisfare i
morsi giù fino alle orecchie.
Sono un'anguria che si mangia di notte, che si mangia in
ciabatte in panciolle, che si mangia comunque in compagnia. Che ci si ficca un
pezzettone grosso l'uno nella bocca dell'altro, magari mentre ancora si sta
ridendo, che così ti gocciola sul mento e sbaucchia dappertutto.
Un'anguria che i suoi semini ce li ha tutti. Ma è concesso
sputazzarli fuori e fare a gara a chi arriva più lontano.
E poi, la cosa più bella è che quando la tua fetta l'hai
finita di sbafare, resta una forma.
Resta un sorriso.
15
giugno 2006 - a fra un anno, compari.

Nessun commento:
Posta un commento