26 marzo 2007

DIRETTA DAL DOWN UNDER - Ocky Docky

 lunedì, 26 marzo 2007 

Non é che avessi poi molta scelta, al riguardo.
La faccenda é andata così:
GranHacca: E' stato deciso che il tal giorno tu uscirai con il Tale Camminatore.
L: Prego?
GH: Il tal giorno uscirai con il Camminatore, che ha origini gallesi.
L: chi?! ma...
GH: Tu. Col Camminatore. Che ha origini gallesi ed e' un mezzo gigante.
L: cosa?! ma...
GH: camminare. Ti porta sui monti a camminare. Faremo in modo che tu sia ben equipaggiata.
L: come?! ma...
GH: a piedi. Partirete dal Punto dell'Iguana Mordace, salirete su per il cammino delle Serpi Astiose, proseguirete per la Rupe delle Avversità, oltrepasserete il Valico della Morte Sicura e il Picco del Tilacino Squartacarcasse. Attraverserete la Palude delle Zanzare Assassine, guaderete il Torrente Tagliaviscere e percorrerere il Sentiero del Fango Imprigionante. Una volta in cima, potrai fare alcune foto, se lo desideri.
L: ... ma... io...
GH: tu, si, assieme al Camminatore Gallese. E speriamo che non piova.
L: altrimenti saremo costretti a rinunciare...
GH: no, altrimenti dovrai metterti il doppio strato di tutti i vestiti. Ci si inzuppa facilmente, lassù.
L: ... ma...
GH: Allora é tutto chiaro. Ricordati il cibo. Le bacche lassù sono tutte velenose e non troveresti molto altro.
L: ma mi chiedevo: bere qualcosa, invece? [conoscersi... hey, ciao... io - amico - augh]
GH: sicuro. Avrete con voi le borracce dell'acqua. E, in ogni caso, una volta ti ho fatto vedere come distinguere le pianticine mortali da quelle da cui si può bere. Have fun.

Il tal giorno era ieri. Ieri era domenica e sono stata prelevata ancora prima del "di prima mattina". Se sono qui a raccontarlo vuol dire che sono sopravvissuta. Se sono sopravvissuta é per puro caso.

Poteva finire così:
(domenica notte) - DRIIIIN!
GH: pronto, casa Hacche.
Camminatore Gallese: salve, sono il Camminatore Gallese. Scusi se la disturbo, ma L. é tornata a casa?
GH: no, pensavo fosse con te.
CG: beh, si, all'inizio. Ma poi ha voluto fermarsi per una pausa. Mi ha gridato qualcosa, di andare in un paese... non ho ben capito. Pensavo intendesse dirmi di proseguire e che mi avrebbe raggiunto. Invece così non é stato. Allora sono tornato indietro, ma lei non c'era più.
GH: capisco. E quanto tempo fa sarebbe successo, Camminatore Gallese?
CG: beh, ormai saranno 5-6 ore...
GH: capisco. Dev'essersi persa nel tratto degli Arbusti Ferocemente Taglienti. Le avevo dato un coltellino, ma forse avrei dovuto spiegarle come estrarre la lama.
CG: magari si é imbattuta in un Azzannapolpacci affamato. Non sono molto socievoli, in genere.
GH: eh, già. Era simpatica, in fondo.
CG: già, per quel poco che la conoscevo...

22 marzo 2007

DIRETTA DAL DOWN UNDER - Let's have some fine conversation!

 giovedì, 22 marzo 2007

All'inizio pensavo di essere io ad avere difficoltà con la comprehension.
Invece é proprio così. Gli abitanti di questo paese colloquiano il non-sense.
Stasera ho assistito a un dialogo con una totale, magnifica discordanza interpretativa. Premetto l'ambientazione, perché merita: un hotel, che qui sarebbe a dire uno di questi pub che quando bevi talmente tanto, ma talmente tanto da non reggerti in piedi, ti affittano una stanza e morta lì. Visto che in questi posti si cena anche, io stavo appunto cenando.

Gran Bel Cameriere: Salve! - bla bla non capibile bla - ti ho spaventata, vero?
L: no...
Gran Bel Cameriere: comunque hai fatto bene, tutto da sola qui?
GranHacca: qualcuno deve aiutare.
Gran Bel Cameriere: a me piace l'inverno.
GranHacca: sai una cosa, figliolo? Devo proprio dirti che assomigli parecchio a quel presentatore figo.
Gran Bel Cameriere: oh, davvero? E' che quando vado a correre sudo parecchio.
GranHacca: massì, quello del programma sugli oggetti d'antiquariato.
Gran Bel Cameriere: é strano, ma quando si ha freddo basta coprirsi, ma quando si ha caldo... uno mica può togliersi la pelle, giusto? E' molto più difficile.
GranHacca: beh, figliolo, non chiedermi di spiegarti questo.

Il Gran Bel Cameriere, piuttosto soddisfatto, sorride, prende i piatti e se ne va.

... ovvio.

19 marzo 2007

DIRETTA DAL DOWN UNDER - one of the most remarkable men I've ever met

 lunedì, 19 marzo 2007

Una mattina di lunedi mattina, spalmando il burro salato sul pane tostato e guardando fuori un giardino in movimento,
il GranHacca dice: stamattina ha telefonato il mio amico. Quel mio amico da cui siamo andati a raccogliere le more, ricordi piccola italiana?
e la piccola italiana risponde: certo che mi ricordo le more, i vestiti larghi, i pappagalli neri con la coda gialla e lo sguardo che può andare avanti e ancora avanti... si che mi ricordo.
e il GranHacca continua: bene. Devi sapere che questo mio amico é una delle persone più notevoli che abbia mai conosciuto. Abbiamo cacciato le foche insieme, una volta, in Antartide, e lui era molto rapido e forte.
C'é una nave che collega questo paese con il grande paese a cui stiamo sotto e ci mette dieci ore. Lui ha fatto quella strada da solo, in canoa.
Questo mio amico - dice - ha un fratello lontano, lassù, nel nord del grande paese sopra di noi. Un giorno ha deciso che sarebbe andato a trovarlo. Indovina come? In bicicletta.
Penso che quell'uomo possa compiere tutto quello che vuole, perché ha un gran cuore. E adesso questo amico se ne sta andando in un altro paese per due anni, per seguire un lavoro a cui non può rinunciare. Mi ha chiesto di garantire per lui e lo farò di sicuro.
Gli ho detto che ho portato una piccola italiana nelle sue terre e che la piccola italiana ha fatto alcune foto ed é rimasta incantata ad ascoltare una cosa che non sempre si trova dove vive lei: l'assoluto silenzio. Ha riso, questo mio amico, e ha detto che per il tempo che starà via, ti presterà la sua casa, se vorrai, piccola italiana.

Accadeva una mattina di lunedi mattina, spalmando il burro salato sul pane tostato e guardando fuori un giardino in movimento.

15 marzo 2007

DIRETTA DAL DOWN UNDER - spinning around water

giovedì, 15 marzo 2007

Prima di partire tutti a dirmi: "e mi raccomando! sappimi dire in che senso gira l'acqua!".
Pare, infatti, che esista una teoria secondo la quale nella metà di mondo a sud dell'equatore, prima di essere risucchiata per sempre, la suddetta acqua girerebbe la sua ultima danza in senso contario.
E' quasi una settimana che sono qui e ancora non l'ho scoperto.
Tanto per cominciare dovrei ricordarmi in che senso gira a casa nostra. Tuttavia, facendo un piccolo sforzo, mi sembra di ricordare le paperette della mia vasca da bagno vorticare in senso antiorario.
Nel lavandino del bagno, così come in quello della cucina, i rubinetti di acqua fredda e calda sono separati, perciò se apro quello di sinistra oh! la teoria si avvera!; se apro quello di destra oh, ma chi si inventa queste cose. Per la doccia vale lo stesso discorso. Anche se ci metto sotto la crapa tentando di creare un getto unico. Tutto dipende sempre dalla mia inclinazione. Ben poco esplicativo in merito si é rivelato anche il vater, che invia il suo getto in maniera anonimamente diretta.
Se qualcuno ha qualche altra brillante teoria sul sud del mondo da farmi verificare, lo dica ora o taccia per sempre. Tanto quando avrò finito di chiudere e aprire l'acqua senza uno scopo, rimanendo come un ebete a fissarla per vari minuti scendere nello scarico, sarà già troppo tardi e ormai avrò perso la mia credibilità.

13 marzo 2007

DIRETTA DAL DOWN UNDER - boasting - non fare tanto il corvetto


martedì, 13 marzo 2007
boasting - non fare tanto il corvetto
Allora, a parte questa cosa che mi sveglio alle 4 di notte e fino alle 8 non so cosa fare.
Ieri sera a cena venivo introdotta all'esclusivo modo di apprezzare le cose del popolo di queste parti. Così, mentre il GranHacca sorseggiava la sua zuppa con l'apposito cucchiaio da zuppa del paese foresto, lentamente diceva: "vedi Italiana, qui da queste parti non usiamo fare molti complimenti a una cosa che ci piace. Se ci piace molto, non lo diciamo. Anzi, diciamo il contrario. Per esempio, se volessi dire a mia moglie che questa zuppa é molto buona, le direi: <beh, questa zuppa é meglio di un tizzone ardente negli occhi>. Oppure, se vedessi una bella ragazza per strada, direi: <potrebbe travestirsi da sacco di patate>."
Il risultato é che ora sono letteralemte terrorizzata ad apprezzare le cose. Potrebbero pensare che in realtà mi facciano schifo e non farmele più. Mica facile, essere gentili lo stesso, eh. Di solito sorrido, mi esprimo con un MMM! entusiasta, mando giù e non dico altro. Quando mi hanno presentato le more fresche -anche da me faticosamente strappate ai rovi- con gelato e una speciale panna locale volevo dire che erano meglio di un pugno nello stomaco, ma non suonava molto convincente...